Quando avevo tredici anni leggevo sempre un libricino regalatomi da mia madre (l’aveva comprato quando aveva la mia età prima di un viaggio in treno, diretta a Roma); era uno di quei romanzetti per adolescenti, uno di quei racconti che ti fanno sperare di trovare anche tu l’anima gemella come capita a quelle protagonista e forse è anche un po’ colpa di quei romanzi se ora sono come sono. Protagonista della storia era una ragazza che si innamorava di un suo coetaneo con gli occhi grigi; ricordo il momento in cui lui e lei si incontrano su una spiaggia, al tramonto e lui la bacia per la prima volta, era un totale immedesimarsi nella storia, avevo ben chiari in mente i tratti di lui e l’estatta spiaggia in cui avveniva l’incontro. Non so per quanto tempo ho aspettato ansiosamente di conoscere un ragazzo con gli occhi grigi, era come se conoscendolo sarebbe scoccata subito la scintilla e allora avrei trovato l’amore eterno. Ricordo che al primo anno di università avevo ancora questa immagine di grigio nella mente, mi sembra di ripercorrere quelle scale al fianco di una mia amica e risento nelle mie orecchie quello che le dissi: << Vorrei conoscere un ragazzo con gli occhi grigi >>. Non mi rendevo conto che quella persona era una mia conoscenza dall’estate dei miei sedici anni. Forse non ci avevo mai fatto caso perché non l’avevo mai guardato veramente negli occhi. Sembra assurdo, ma è proprio vero, puoi vedere una persona mille volte, uscirci insieme con gli amci e non accorgerti di quale sia il colore dei suoi occhi, eppure dovrebbe essere la prima cosa che si nota quando si parla con qualcuno, ma forse quando parliamo con una persona siamo troppo intimiditi per guardarla dritto nelle pupille, abbiamo troppa paura di reggere lo sguardo del nostro interlocutore, sarebbe come ritrovarsi nudi anche se si è avvolti da chili di tessuto. Ci ho messo quattro anni a guardare dentro quegli occhi e scoprire che non erano nemici, ma una parte fondamentale della mia vita. Ho scoperto che erano loro gli occhi grigi che cercavo nel momento stesso in cui ho smesso di cercarli per trovare l’anima gemella. Adesso ne vedo tutte le sfumature, il loro cambiare leggermente colore in base alla luce, l’allargarsi e il restringersi della pupilla a seconda della necessità dell’occhio stesso, ne ho notato le venuzze arrossate per la stanchezza e cosa più importante ho scoperto quanto possono essere curiosi, quante cose hanno letto, visto, osservato intensamente e la cosa più importante è che non voglio perderli, voglio sapere che ci sarà ancora una volta in cui saranno lì, pronti a essere osservati dai miei, disponibili a un nuovo dialogo privo di parole, perché una cosa che hanno quegli occhi grigi è che sanno comunicare anche senza che le persone vicine sentano quello che hanno da dire.
che dire!!è molto bello questo estratto che chiamo estratto perchè mi sembra come se fosse di un libro ( in fieri o già completato), non so come dire ma è come se mi aspettassi il seguito…eheh
hai una scrittura molto fluida e diretta e questo mi piace…
ovvio che per quanto riguarda il contenuto io so a chi ti riferisci…;)
è che davvero a volte vediamo senza guardare e abbiamo bisogno di lenti per poter accorgersi di qualcosa in più…e davvero quello che a volte cerchiamo con tutto noi stessi nella speranza che ci possa completare, beh è lì vicino a noi, anzi vicinissimo…tutto sta nel capire realmente cosa si vuole e se si crede che l’altra persona puo’ essere la Persona..perchè se è così beh non c’è tempo per attendere…
‘e forse è anche un po’ colpa di quei romanzi se ora sono come sono.’…e l’ho pensato anch’io parecchie volte di me e sono quasi convinta che la letteratura mi ha un po’ riempito la testa di fantasie…ma come si potrebbe vivere senza?
un giorno magari l’intero libro lo scriverò, anche se in effetti tu la storia la conosci tutta e i nuovi eventi li stai osservando dal vivo. In quanto ai libri che abbiamo letto o che leggiamo direi che è tutta colpa del nostro bisogno di colmare il vuoto estetico che ci caratterizza (non me e te, ovviamente, ma tutti i lettori
– spinazzola insegna) ed è inevitabile che tutto quello che leggiamo ci resti dentro e modifichi il nostro stesso essere. Come dici tu: come si potrebbe vivere senza i Mr Darcy e tutti gli altri?!