Alcune circostanze ci fanno riflettere su alcune scelte passate, su alcune circostanze vissute, su momenti che per fortuna non ritorneranno. Una di queste circostanze purtroppo è la morte di una persona, forse non cara a noi, ma cara a qualcuno che ci ha fatto del male, qualcuno che credevamo amico ma che amico in realtà non era. Tra venerdì e sabato è morta la madre di una ragazza che conoscevo, inutile dire che in piccola parte sono stata male anche io per lei, era una donna che alcune circostanze mi avevano portato a conoscere, e per quanto io abbia una concezione tutta mia della morte, dell’anima e dei corpi privi di vita, ho lasciato da parte per un momento il rancore e la rabbia e ho dato un po’ di affetto a questa giovane donna che non ha più una guida. Non mi sarei aspettata nemmeno io una reazione tale da me stessa, mi sono resa subito disponibile per qualsiasi cosa, ho anche chiesto se era il caso di far pervenire la notizia a chi ci aveva fatto litigare, a chi non sento più nemmeno io. Dopo un paio d’ore mi sono ritrovata a rifletterci ancora sù: nonostante il tornare a parlare con una persona dopo molti mesi la situazione non cambia, forse ci si scambierà qualche saluto incontrandosi e non ci si eviterà come prima, o forse no, perché le parole dette, il male gratuito provocato dal pettegolezzo, l’essere convinta che se lei non si fosse comportata in questo modo le cose sarebbero state diverse tra me e un’altra persona, non riescono, non possono sparire con una tromba d’aria, ormai la questione è troppo radicata nel mio spirito perché sia così.