Account sospeso

Ho aperto il mio account Facebook nella lontana primavera del 2008, prima del boom ufficiale, quando potevo contare gli amici sulle dita di una mano (quasi come potrei fare adesso con gli amici di Google +, anche se lì li posso contare sulle dita di due mani!). Stasera, dopo aver pensato di farlo per anni, a cominciare dalla visione di “Social Network”, di sospendere o chiudere del tutto l’account, ho finalmente premuto il fatidico tasto… Da stasera, per chissà quanto tempo, sarò introvabile sul social network più famoso al mondo.  Il motivo ufficiale: la stesura della tesi, non ho voglia di essere distratta da quella macchina infernale; motivi ufficiosi: una marea di pensieri, a partire da quella che mi dice che così potrò dimenticare più facilmente una persona, il mio passato, fino ad arrivare alla voglia di sparire dalla circolazione per un po’, non sparire per tutti, ma sparire per quelli che non hanno miei altri contatti, che tengo tra gli amici solo perché effettivamente miei conoscenti, con i quali, in un modo o in un altro, continuiamo a frequentarci, ma con i quali non ho niente da dire. Devo ammettere che le prime tre ore sono state strane: non posso comunicare, tramite lo status, che ho l’account sospeso (ho deciso di non farlo nemmeno tramite sms, ho avvisato qualcuno che forse l’avrei fatto, ma non ho comunicato l’azione vera e propria), non posso condividere link e soprattutto, non posso cliccare sulla finestrella del browser intitolata “Facebook” tra un paragrafo e l’altro della tesi…

Mi godrò internet alla vecchia maniera, soprattutto esprimendo i miei pensieri su questo blog, sapendo che basterà un batter di ciglia per tornare a “esistere” di nuovo, ma sforzandomi di non ricaderci almeno non fino a quando non avrò riassestato i miei pensieri, fino a quando non avrò dimenticato alcune persone, fino a quando non sboccerà la nuova me!!!

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Passato vs Futuro

Proposito dell’anno nuovo: convivere con il passato senza lasciare che mi influenzi nelle avventure di tutti giorni!!!
La notte di capodanno, mentre un 2011 pieno di avventure esalava gli ultimi respiri e i primi minuti del 2012 nascevano pieni di aspettative, mi sono resa conto di alcuni errori del passato; probabilmente se avessi avuto una maggiore capacità di governare le situazioni in cui mi ritrovavo, e se avessi avuto più coraggio, alcune cose sarebbero andate diversamente. Se avessi avuto la capacità di abbracciare, di stringere alcune mani, di far capire alcune cose senza il bisogno di parlare, non avrei rimpianto i momenti perduti sotto chili di giorni.
Ogni tanto mi guardo accanto e vedo che la persona che c’era allora c’è ancora adesso, anche se in una veste diversa, anche se grazie a un rapporto diverso da quello che c’era prima. Probabilmente è proprio il rapporto che ci lega adesso a farmi pensare che nella vita bisogna avere coraggio davvero. Davvero, non per finta, quindi al 100%, non al 99%. Bisognerebbe riuscire a compiere tutte le azioni che si desidererebbero compiere per essere considerati veramente dei coraggiosi. Io non ne ho compiute parecchie, e ora mi ritrovo a chiedermi: se avessi stretto quella mano? Se avessi abbracciato quel corpo? Se invece di chiudermi avessi fatto capire cosa passava nel mio cuore???

Ma non si può tornare indietro nel tempo, anche se alcune sensazioni aprivano il cuore tanto erano belle! Quindi devo rimboccarmi le maniche, chiarire con il passato e lasciarlo nella scatola in cui è riposto! Direi che è un buon proposito, tutto sommato.

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Chi è causa del suo mal…

Quando la vita ti circonda di persone positive che ti apprezzano per quello che sei e non ti chiedono niente di più di quello che dai, se non un abbraccio, allora diventa difficile riuscire a comprendere chi si rovina la vita pensando alla politica. E quando questa gente (quella che si vuole auto-rovinare la vita) è anche quella che ha dato segno di non apprezzare i tuoi sforzi fatti per farla tornare a sorridere del mondo, allora ti ritrovi a pensare che un po’ se la meritano la loro tristezza… Il detto: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso” acquisisce un significato molto profondo, soprattutto in una sera in cui i ricordi tentano di riaffiorare aggrappandosi alle chiacchierate di notte con altre persone, portando alla luce dinamiche spentesi da lungo tempo ormai e che hanno causato (nell’epoca dei fatti) il mio piangere su me stessa…quanta acqua è passata sotto al ponte da allora!!! Le esperienze si sono moltiplicate, alcuni conoscenti sono diventati amici, altri da amici sono passati a sconosciuti, o a persone da non incrociare mai più. Ma io sono ancora qui, circondata da gente che mi fa scorrere il miele nelle vene e che mi ricorda che vado bene così come sono, senza il bisogno di modificarmi (tranne forse nel dare gli abbracci, dovrei dispensarne un numero maggiore!). Quindi, ditemi voi, non è più bello vivere anziché far finta di interessarsi delle dinamiche politiche di un paese che non vuole crescere???

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I pro di avere una cotta per un ragazzo del proprio segno zodiacale.

Non credo irrimediabilmente che il carattere di una persona sia dovuto esclusivamente dal giorno in cui è nato, ci sono migliaia di persone nate nello stesso mese, sarebbe assurdo che ognuna di queste fosse caratterizzata dagli stessi modi di pensare e agire, eppure leggendo le caratteristiche dei segni e pensando a qualche mio amico nato in un determinato periodo dell’anno alcune similitudini le ho trovate, e anche leggendo il mio presunto modo di essere, qualche coincidenza l’ho trovata…

E ora mi ritrovo ad avere una cotta per un ragazzo che ho conosciuto da poco e che è del mio stesso segno zodiacale…mentre attraversavo piazza Duomo, qualche giorno fa,  dopo aver fatto un paio di calcoli ed essermi resa conto di questo piccolo dettaglio trascurabile, mi sono messa a ridere, in mezzo a turisti, uomini di colore che “regalano” braccialettini portafortuna, fotografi che vogliono immortalarti con i picconi in mano (Bleah): ho una cotta per un Toro, sarà un testone come me o no? Rischieremo di scontrarci a prescindere dalla cotta? Avrà coraggio o sarà come tutti gli altri mezz’uomini che ho conosciuto fin ora? Avrà un carattere che assomiglia al mio o no? Probabilmente dovrò dare al tempo la possibilità di farmelo conoscere meglio…intanto continuerò a indagare e a comportarmi come se mi trovassi di fronte a una sorta di mio alter ego, vediamo se sarà la mia volta fortunata! :)

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Cosa gli racconto?

Domani, per un corso di formazione dovrò fare una presentazione di 3 minuti su un argomento a piacere…e ora cosa gli racconto???
Il primo pensiero è andato a un argomento decisamente troppo personale e al quale non dovrei nemmeno pensare, figurarsi parlarne a 15 persone che mi conoscono pochissimo e che mi direbbero la loro opinione al riguardo (so già cosa direbbero, e i loro commenti manderebbero in frantumi il lavoro che ho fatto nell’ultima settimana).
Da questo argomento ne è nato subito dopo un altro: il mio modo di vivere la vita; ma poi ho pensato: cosa gliene fregherà di come vivo la vita? Alcuni aspetti di una persona si scoprono con il tempo e io mi ritroverò in una sala in mezzo a 14 persone che conosco da 5 giorni e un “docente” che ho visto per la prima volta oggi pomeriggio; forse è il caso di scartare anche quest’idea…ma allora, cosa raccontare?

Mi sto rendendo conto (in generale, non solo per questa questione) che non mi piace più raccontare le mie cose alle persone che non mi conoscono già. Mesi fa avrei raccontato a chiunque di alcune cose che mi stanno a cuore, ora preferisco tenermele per me, le racconto solo a chi le merita veramente, a costo di risultare poco interessante o un po’ sulle mie, e credo che sia meglio così, anzi, qualche mia amica sarebbe molto d’accordo con le mie scelte, anche se ora mi ritrovo a chiedermi: “cosa gli racconto domani mattina?????”

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